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Tributo Jazz a Morricone con la JW Orchestra

Data Inizio: 11 novembre
Data Fine: 14 novembre

 

 

Con l’Ouverture d’Autunno Morricone Go Jazz prende avvio venerdì 13 novembre la Stagione 2010/2011 del Teatro Civico di Dalmine. Dopo Beatles Go Jazz, la JW Orchestra affronta con questo progetto un nuovo confine nell’interpretazione in chiave jazz di opere divenute ormai classici riconosciuti della cultura contemporanea.

 

Il mondo di Morricone viene magistralmente riproposto dall’artista bergamasco Marco Gotti all’interno del suo universo espressivo per farlo rivivere in un contesto nel quale la scrittura jazzistica non annulla i caratteri delle pagine originali, anzi si modella proprio intorno a quelli.

 

Sul palco, la formazione composta da Gotti e dalla JW Orchestra proporrà una scelta di brani assai felice come Giù la testa, Il buono il brutto il cattivo, Il clan dei siciliani, Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto, indubbiamente alcune fra le pagine più nobili del musicista romano.

 

Appuntamento quindi venerdì 13 novembre 2010 alle ore 21.00 al Teatro Civico di via Kennedy n. 3 a Dalmine. Il costo dell’ingresso è di € 10,00 (biglietto intero) e di € 8,00 (ridotto). Le prenotazioni si ricevono all’Ufficio Cultura, da lunedì a venerdì dalle 9.00 alle 12.30 - tel. 035.564952 – e-mail teatrocivico@comune.dalmine.bg.it. Info su www.dalminecultura.bg.it.

 

Il commento del musicologo Maurizio Franco (ottobre 2009)


Nella sua lunga carriera, Ennio Morricone ha interpretato al livello più alto l’arte della musica per film, contribuendo al successo di non poche pellicole grazie all’efficacia delle sue invenzioni musicali, che sono state in grado di sposarsi perfettamente con l’immagine filmica, rafforzandone addirittura i contenuti. Le sue innumerevoli melodie fanno così parte del nostro immaginario collettivo e hanno acquisito nel tempo una poderosa forza di penetrazione, tanto che a volte ci ricordiamo di un film proprio grazie ai suoi temi.

 

Questa premessa evidenzia l’alto rischio insito nella scelta di riscrivere in chiave jazz la musica del maestro, caratterizzata e conosciuta al punto di impedire un suo totale tradimento nelle trame dell’arrangiamento jazzistico. Marco Gotti lo sapeva bene, quando decise di portare quel mondo all’interno del suo universo espressivo per farlo rivivere in un contesto nel quale la scrittura jazzistica non annullasse i caratteri delle pagine originali, anzi si modellasse proprio intorno a quelli.

 

Il progetto vide la luce in occasione del concerto di apertura dell’undicesima stagione di Jazz al Piccolo - Orchestra Senza Confini, la rassegna dedicata alla Civica Jazz Band di Milano, grazie alla scelta del suo direttore: Enrico Intra, che volle omaggiare Morricone in occasione dei suoi ottant’anni. Con il maestro presente in sala, il 7 dicembre del 2008 Gotti ha così potuto presentare, con l’orchestra milanese, la sua personale interpretazione di notissimi brani, ottenendo alla fine i complimenti pubblici del grande compositore, che sottolineò l’originalità e la qualità del tratto jazzistico degli arrangiamenti, ma anche il fatto che gli stessi non tradivano l’identità della sua musica, lasciandola riconoscibile. La stessa cosa, aggiunse, non poteva dirsi per altri lavori costruiti intorno alle sue opere, realizzati all’estero e anche da musicisti molto conosciuti.

 

L’imprimatur di Morricone ha convinto Gotti che il progetto poteva essere ripetuto e meritava una documentazione discografica, puntualmente realizzata coinvolgendo però la sua orchestra, quel Jazz Workshop che da anni esegue le sue musiche, ma con Enrico Intra ospite in due brani ai quali il suo pianismo, assolutamente contemporaneo, ha saputo imprimere direzioni inaspettate. Quest’album ci presenta dunque la versione ultima del lavoro di Gotti, basato su un repertorio che affronta trentacinque anni di musica (da: Il buono, il brutto, il cattivo del 1966 a: Canone inverso, del 2000), proponendo pagine celeberrime trattate tutte secondo ottiche differenti, in una specie di conversazione dialettica con gli originali.

 

A volte il tema viene considerato come background, altrove come un motivo su cui operare un fitto gioco di variazioni, oppure mascherato in una raffinata filigrana timbrica, o anche smembrato per diventare il leitmotiv di costruzioni articolate. Così, la musica spazia dal gioco costruito sui continui incastri tematici che guidano lo sviluppo di Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto, all’uso dei contrasti melodici de Il clan dei siciliani, dalla scrittura classica per big band moderna in stile anni ‘50 e ‘60 di Metti una sera a cena al lavoro intorno ai temi di Giù la testa e di Playing Love (da: La leggenda del pianista sull’oceano).

 

Lo stacco totale dall’orchestra nel duo Intra Gotti (pianoforte e clarinetto), propone Nuovo cinema paradiso , con una interessante rivisitazione armonica. C’è poi l’ambientazione sonora jazzistica del celeberrimo motivo conduttore de Il buono, il brutto, il cattivo, il rincorrersi delle sezioni "à la" George Russell in The Mission, il cameristico Gabriel’s Oboe (sempre da The Mission) e l’uso di nascosti processi imitativi in Canone inverso. Un percorso che evidenzia un tratto importante del pensiero artistico di Gotti: l’antidoto all’uso di schemi ripetitivi attraverso la ricchezza di colori e di situazioni musicali, che sono il fulcro di una precisa, e forte, identità poetica.

 

 

 

 

 

 

 

 



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