In primo piano

[ 16 gennaio ]

[ 09 febbraio ]

[ 24 gennaio ]


Visualizzati da 1 a 6
(su 225 totali)
1 2 3 4 5 » »»
Teatro di prosa [ 30 gennaio - 21:00 ] - Teatro Civico
C'era un'orchestra ad Auschwitz
Alma Rosè
 
In occasione della Giornata della Memoria Dalmine propone una pièce teatrale suggestiva ed emozionante: “C'era un'orchestra ad Auschwitz”, ispirata al libro “Ad Auschwitz c'era un'orchestra” di Fania Fenélon e proposta dalla compagnia Alma Rosè, di Claudio Tomati. L’ingresso è gratuito. Le prenotazioni si ricevono all’Ufficio Cultura, da lunedì a venerdì dalle 9.00 alle 12.30 - tel. 035.564952 – e-mail teatrocivico@comune.dalmine.bg.it.

Fania Fenélon fu deportata ad Auschwitz era il Gennaio del '44 e poiché sapeva cantare e suonare il pianoforte, entrò a far parte dell' orchestra femminile del campo, l'unica orchestra femminile mai esistita in tutti i campi di concentramento della Germania e dei territori occupati.

Voluta da Hoss, maggiore delle SS, l'orchestra, composta da prigioniere, aveva il compito di accompagnare le detenute al lavoro, "accogliere" ogni nuovo arrivo di deportati, e suonare per gli ufficiali SS ogni qualvolta lo richiedessero.

Erano in 47 le signore dell' orchestra, come Fania racconterà nel suo diario "Ad Auschwitz c'era un'orchestra".

Provenienti da ogni parte, ficcate in uno spazio ristretto, una vecchia baracca vicino alle ferrovia nel punto in cui arrivavano i convogli di deportati, le orchestrali erano costrette a prove estenuanti per potere suonare dignitosamente, perché solo così sarebbero state risparmiate alla selezione per la camera a gas.

Durante tutto il tempo della sua detenzione, Fania lotta duramente per sopravvivere senza mai perdere la propria umanità, e pensando che sopravvivere è anche ricordare "per fare sapere al mondo".

Fra tutti gli incontri avvenuti nel campo, il più singolare è quello con Alma Rosé, eccezionale violinista ebrea, nipote di Gustav Mahler e direttrice dell'orchestra. Il rapporto che nasce tra le due musiciste mette in luce il loro diverso modo di vivere il lager e la necessità di fare musica… 

PHOTOGALLERY
CONDIVIDI
  

[ torna indietro ]